Al Ristorante San Nicolò di Casale sul Sile, si è svolto un incontro a convivio del progetto Comunicare per Esistere 2015, per presentare le cucine regionali.
La cucina lombarda accomuna gastronomie di provincie diverse storicamente e ortograficamente,con una serie di prodotti gastronomici tipici della produzione agricola della regione. Un denominatore comune lo si riconosce nei piatti derivati dai prodotti agricoli disponibili in funzione delle sue risorse naturali:le acque di laghi e fiumi,i pascoli, quindi pesce d’acqua dolce, i latticini,la carne bovina e suina,il
riso e il mais. Sui metodi di elaborazione e di cottura di questi alimenti hanno avuto influenza le dominazioni che nel corso dei secoli vi si sono succedute:dai celti ai romani,fino agli austriaci,spagnoli e francesi di un più recente passato.Non per nulla,le saporite polpette di carne cotta che i milanesi chiamano
mondeghili, prendono il nome dalle consorelle catalane,che in quella lingua si dicono appunto
mandonguilles. La cucina lombarda è caratterizzata dalle lunghe cotture,dai bolliti come la casseruola, dagli stufati,dagli intingoli adatti ad accompagnarsi alla polenta più che al pane,dal riso e dalle paste ripiene più che dalla pasta di
grano duro, dal
burro e dal
lardo più che dall
olio. Sono specialità tipiche della Lombardia: la
büsèca, ovvero la
trippa cucinata in un modo particolare (in asciutto o in brodo); la
luganega, ovvero la
salsiccia; la
pulénta üncia, ovvero la
polenta ai formaggi e al burro cucinata in un modo particolare; il
tocch, altra varietà molto particolare di polenta al burro. Esistono poi ricette, dolci e bevande tipiche di particolari località, quali i
nocciolini e il
vespetrò (di origine
savoiarda) di
Canzo; oltre che i vari tipi locali di
frittelle, che prendono nomi diversi (cutiscia, cutizza, miascia, paradèll, turtèll...) in base agli ingredienti ed al metodo di preparazione. Un altro piatto famoso della Valtellina sono i rigliá, per info sul piatto chiedere a riccardo
Cucina brianzola e monzeseLa
cucina milanese rappresenta una sorta di sommatoria o di assemblaggio delle varie cucine locali, fatte salve naturalmente le particolarità più strettamente legate al territorio della
regione, che passa dalle valli
alpine e
prealpine alla media e bassa pianura, dai grandi laghi alla fascia dei fontanili al gradino padano e alle caratteristiche pedologiche dei terreni. Naturalmente, anche il capoluogo ha i suoi piatti esclusivamente locali che continuano a essere cucinati in un numero sempre crescente di
ristoranti e
trattorie. Essere una città cosmopolita ha contribuito tuttavia a sviluppare elementi caratteristici di
cucine mediterranee quale la
pasta, e cucine internazionali provenienti da ogni parte del
mondo.
È una cucina pressoché uguale a quella milanese. Tipici sono il risotto alla monzese caratterizzato dall'uso di vino rosso e pezzetti di luganega, la sua tipica variante con lo zafferano (che prende ispirazione dal risotto alla milanese), il minestrone brianzolo, la busèca, la lugànega, la polenta ùncia e la Torta paesana della Brianza dolce tipico delle feste patronali dei paesi della Brianza, fatto con latte e pane raffermo. Dolce che assume diverse denominazioni tra le più famose vanno ricordate: turta da lacc oppure turta del michelacci.
Cucina comasca e lecchese
Si presenta con i suoi “
misultin”,
agoni del
lago seccati e pressati con foglie di alloro, con l’oca arrosto e polli e fagiani ripieni; è una cucina che si ispira in gran parte a quella milanese, ma che risente i potenti suggerimenti dei cuochi di casata, indaffarati nelle cucine delle numerose residenze patrizie di villeggiatura che abbelliscono le rive del
Lario. Un elemento tipico di questa cucina sono le
alborelle tipico pesce dei laghi del Nord Italia, fritte o in carpione (cottura del pesce prima fritto poi marinato in aceto).
Cucina varesotta ed Altomilanese
È una cucina molto simile a quella milanese. Nella zona dell'
Altomilanese piatti tipici sono i
brüscitti, la
polenta con i brüscitti e la
lüganiga. Nelle zone lacustri è simile a quella lariana comasca e lecchese. Nelle zone collinari caratteristici sono l'
Urgiada (zuppa d'orzo), la
polenta accomodata,
polenta maritata ed il
riso in cagnone.
Tra i dolci tipici sono gli
amaretti di Saronno e Gallarate ed i
Brutti e Buoni di Gavirate. Nel bustocco c'è un'antica tradizione di biscotteria.
Utilizza il
grano saraceno, patrimonio conservato gelosamente nelle sue valli e dal quale derivano i suoi
pizzoccheri, cucinati con verze, patate, burro, salvia e aglio e formaggio Casera o Bitto, e la polenta “taragna”, condita con
burro,
Bitto e
Casera. I salumi come la Bresaola, il Fiocco o la "slinzega" (carne di manzo con un'affumicatura particolare). Gli
Sciatt (in dialetto: rospo) sono piccoli pezzi di formaggio avvolti da una pastella fatta con del grano saraceno e poi fritti. Tipico valtellinese è anche il Braulio, un amaro tratto dalla lavanda.
Cucina bresciana e bergamasca
Riflette la lunga influenza della dominazione
veneta. Qui troviamo la celebre “polenta e osei”, in versione bresciana, con gli uccellini cotti allo
spiedo, o bergamasca, che preferisce la cottura in tegame. Anche i “casonsei”, la pasta ripiena caratterizzata dalla presenza di salsiccia o salame nel ripieno, esistono in varianti diverse nelle due province. La polenta è probabilmente la protagonista di queste cucine, e riveste un ruolo importante nei primi piatti, in accompagnamento dei secondi ed anche nei dolci, con innumerevvoli preparazioni popolari che la arricchiscono con zucchero, uova, miele, frutta secca e fresca. Da ricordare le ossa del maiale cotte a lesso con la polentina.
Si tratta di una cucina influenzata dalla vicinanza dell'
Emilia con la cui gastronomia presenta diverse comunanze. Quindi paste ripiene quali i
marubini cremonesi (variante degli
anolini) gli
agnolini mantovani, e i
tortelli di zucca.
Mantova ha una tradizione nella coltivazione del riso e quindi primi piatti a base di
riso, specialmente nella forma sgranata alla pilota o abbinato ai pesciolini fritti. Inoltre un piatto tipico è il
luccio in salsa. Il dolce tipico mantovano è la torta "
Sbrisolona", il cui nome dialettale viene molto probabilmente dato dal fatto che essendo una torta secca si sbriciola facilmente quando la si taglia o mentre la si mangia.
Cucina lodigiana
La
cucina lodigiana, pur essendo originaria di un territorio molto vicino a
Milano, presenta peculiarità proprie ben definite.
Cucina pavese
Ha il suo piatto storico nella
zuppa alla pavese, che si dice nata per soddisfare, con il poco disponibile, un regale ed affamato
Francesco I di Francia. È anche cucina di riso, con quel capolavoro monastico che è il risotto alla certosina, e di pesci, pescati nel
Po e nel
Ticino. Né si può dimenticare il
salame di Varzi e gli altri insaccati come coppe, pancette, cotechini. Più recentemente si è aggiunta a questa squisita compagnia la
Torta Paradiso, delicata ineguagliabile preparazione di pasticceria. Caratteristici sono poi gli
agnolotti pavesi.